La Notte del Giuramento Infranto
Lussemburgo – Banca Rothschild, Caveau n. 7 Lunedì, 03:00
L’aria nel distretto finanziario di Kirchberg era così pulita da sembrare finta.
Grattacieli di vetro, luci ridotte al minimo, rotonde vuote.Di giorno, quel quartiere era un alveare di consulenti, banchieri, funzionari europei vestiti tutti allo stesso modo.Di notte, restavano soltanto i riflessi sui palazzi e il ronzio delle centrali di climatizzazione.
Davanti all’ingresso secondario della Banca Rothschild non c’era nessuno, a parte un’auto scura parcheggiata in divieto e una figura che fumava appoggiata a un lampione.
Il portiere notturno l’aveva notata dal monitor da almeno venti minuti.
«Terza sigaretta», borbottò, da solo. «O è un collega in borghese, o uno che si annoia molto».
Poi il telefono interno squillò.
Solo una volta.
Un trillo secco.
Il segnale.
Il portiere schiacciò un tasto sul pannello.
«Sì?» fece.
«Arrivano i signori per la verifica», disse una voce educata, in francese. «Procedure di caveau. È stato avvisato».
Lo sapeva.
Da giorni circolava quella nota: operazioni di manutenzione straordinaria nei caveau, accesso consentito a un ristretto numero di clienti “istituzionali”.
«Certamente», rispose. «Mando qualcuno ad aprire».
Non mandò nessuno.